domenica 6 novembre 2011

La Morte, l'Anarchia e qualche Harley


La grande America. California (Cali, per gli affezionati). La musica rock, quella country, il blues e tutto quel ben di dio. Gli (anti)eroi del cinema, di quelli che rimangono negli anni, nella storia sia del cinema che, in questo caso, in quella della televisione. Uomini duri, veri, pieni di rabbia e odio verso quello che li circonda e che si raggruppano in club, con i loro ideali giusti, quelli sbagliati e anche quelli che condividono entrambe le parti. Vivono ai margini, laddove il bene e il male si confondono, ma che sembrano unirsi per una causa comune, la protezione di un qualcosa di prezioso, che sia una famiglia o una città intera.
La vita selvaggia, la morte selvaggia. Quel Credo che si modifica col tempo, cambiando la forma ma non la sostanza e che travolge vite.
Tutto questo (e molto di più) è SONS OF ANARCHY.

Ho finito da poco di vedere la prima stagione (iniziata per liberarmi dal lutto per la fine della quarta stagione di Breaking Bad) e ora ho quasi finito la seconda.
Innanzitutto spenderei due parole per l'idea, per me sensazionale, di trasporre in una serie tv un soggetto come questo, basato su questo tipo di mondo che in pochi conoscono e che sembra poco più che leggendario. Un mondo cosi selvaggio che non si sa se può esistere sul serio, anche se si parla di America (e quella cazzo se esiste).
Un gruppo di motociclisti ("non sono una gang, sono solo un gruppo di amanti delle Harley", per citare in maniera abbozzata il leader Clay) che si sono uniti nel nome dell'Anarchia intesa in un
modo che ancora non mi è ben chiaro, ma che funziona. L'Anarchia sembra riflettere il loro modo per mantenere l'ordine. Basti pensare che per mantenere un buon fondo monetario di gruppo, il club si intrattiene con il traffico d'armi. Di seguito un piccolo commento su ogni personaggio, che la cosa più importante è che in questa serie nonostante ci siano un sacco di protagonisti, tutti sono importanti e a tutti ci si affeziona, nessuno escluso.


Jackson "Jax" Teller (Charlie Hunnam)
E' il protagonista "ideale" della serie TV.
E' il figlio del fondatore del club motociclistico dei Sons Of Anarchy e Vice Presidente, e questo ne fa l'unico possibile futuro leader del gruppo, dopo Clay Morrow.
E' colui che scopre ben presto che il club cosi come lo vive è un club diverso da come lo voleva il padre. E' diventato un club che rinnega le sue origini perchè dedito al traffico d'armi e agli affari illeciti. E' colui che vuole cambiare tutto, riplasmarlo secondo le volontà del padre. E' un figo da paura, ragazzi.


Clarence "Clay" Morrow (Ron Perlman)
E' il leader del club, amico del defunto padre di Jax (John Teller) e suo patrigno. E' sposato con la "matriarca" del club (la madre di Jax), Gemma. E' un uomo che sa essere duro e cattivo ma anche gentile e paterno (buono, forse, mai). Il dovere lo porta a decisioni dure che pensa di fare sempre per il bene del club, ma una mentalità forse troppo attaccata alle sue convinzioni lo portano spesso a scontrarsi con le consguenze che queste portano.


Robert "Bobby" Munson (Mark Boone Junior)
Uno degli uomini più fidati di Clay. E' gentile e disponibile con ogni fratello dei Sons, persona fidata e piacevole.
Si denota un gusto particolare per l'alcool e le mignottine da club, ma per il resto sembra una persona piuttosto riservata e "professionale" (è una specie di segretario).
Nonostante la sua fedeltà a Clay, sa riconoscere quando una decisione sembra essere azzardata ed è disposto anche ad andarle contro. Nel tempo libero, per sbancare il lunario o per intrattenere ad alcune feste affiliate al club e non solo, interpreta Elvis (con molta panza).



Alexander "Tig" Trager (Kim Coates)
Se Bobby rappresenta idealmente il braccio destro "legale" di Clay, Tig è il braccio sinistro, quello "letale" e violento. Un uomo un pò insano, con un atteggiamento verso il sesso quasi maniacale (in un episodio ammette di aver provato la necrofilia, e gli è pure piaciuto), e con la violenza che gli scorre nel sangue, utile per le sue missioni più "sporche". Nonostante questo, anche lui ama i suoi fratelli ed è uno delle colonne del club.
Peccato che questa colonna si incrinerà verso la fine della prima stagione, quando si renderà artefice, insieme a Clay, di un'azione semplicemente terribile. Ma questa è un'altra storia.



Filip "Chibs" Telford (Tommy Flanagan)
Scozzese, Chibs si rende da subito un personaggio fondamentale in quanto unico portavoce di quell'accento britannico da me tanto amato. E' un personaggio stupendo, in quanto rappresenta l'uomo equilibrato: mai eccessivo (se non nel bere, anche lui), nè troppo calmo. Fa quello che deve fare quando si deve fare, e tutto per il bene del club.



Harry "Opie" Winston (Ryan Hurst)
Credo sia il mio preferito. All'inizio non sembra un personaggio fondamentale, ma in seguito ricoprirà una parte unica. E' grande e grosso, ma di poche parole. Diviso tra "famiglia" e "club", mai incentrato davvero su una delle due cose. Deve fare una scelta, ma una scelta eliminerebbe per forza l'altra e ciò lo rende umano. Un golem granitico con troppi pensieri e quando farà La scelta, sarà per un evento infausto.



Juan Carlos "Juice" Ortiz (Theo Rossi)
Non si sa molto di lui, a parte il fatto che ci sa fare con i computer. E' lui che rintraccia persone, indirizzi e che riesce a saperne di più degli altri su certe persone considerate dal club "interessanti".
E' il tipo simpatico, il "coglione" del gruppo diciamo e anche lui si fa amare presto.
Viene spesso deriso per alcune faccende di cui si rende protagonista, come quando si è ingoiato una bustina di pasticche di sonniferi pensando invece che stesse assumendo anfetamina, o quando viene usato da esca per adescare un galeotto con la passione per i "ragazzi color nocciola".



Piermont "Piney Joe" Winston (William Lucking)
Papà di Opie Winston e vecchio amico di John Teller, uno dei pionieri dei Sons. Ormai anziano, riesce comunque a dare il suo contributo al club, senza essere d'impiccio nelle missioni più "aggressive". E' un pò scorbutico, ma tutto sommato un uomo buono. Con il figlio sa essere apprensivo ma anche severo, cosi come lo è con Jax, con il quale condividerà un segreto molto macabro. La sua fedeltà non è del tutta rivolta a Clay, e spera che un giorno l'unico figlio di John Teller sarà capace di ricostruire il club cosi come lo aveva concepito il padre. E' il custode del libro/diario scritto dal defunto Teller prima di morire, tesoro di inestimabile valore per Jax e per la futura sorte dei Sons of Anarchy.



Kip "Half-sacks" Epps (Johnny Lewis)
E' il novellino, che tenta in tutti i modi di guadagnarsi il gilet dei SOA.
"Half-sacks" sta per "Mezza sacca", appellativo guadagnato grazie al suo essere monopalla. Infatti il giovane Kip è reduce dall'Iraq, dove durante gli scontri venne ferito e perse un testicolo.
Ragazzo sveglio con la voglia di bombarsi la mamma di Jax, voglia che cerca per ovvie ragioni di tenersi per sè anche se non sempre ci riesce.
Il "prospect" vanta già la fiducia degli altri Sons, anche non essendo a tutti gli effetti uno di loro, questo perchè dimostra costantemente di essere preparato a tutte le situazioni verso le quali accorre il club, anche le più pericolose. Simpatico e tenace, è uno dei personaggi più piacevoli della serie ma, d'altronde, sono tutti meravigliosi.

E con il novellino si conclude questa prima rassegna di Sons Of Anarchy (sicuramente ne seguiranno altre), che consiglio davvero a tutti. Una di quelle serie che, come dicevo, rimangono nel cuore e nell'anima di chi le guarda e per anni.
Per come mi ha preso/ emozionato/ fatto sobbalzare la metto sullo stesso livello qualitativo del Sommo (ovvero Breaking Bad).
Ah, è doveroso citare il creatore e il produttore esecutivo di questa meraviglia: Kurt Sutter. Ti ringrazio, amico.








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