Forse mi sono un pò riappacificato con Roma, dai alla fine le luci pre-natalizie riescono ad ammorbidirti l'atmosfera, a renderti meno caotica la visuale d'insieme e poi ti resta all'andata una sensazione di pomeriggio assonnato, dove non sai se la senti veramente 'sta pace, o se la stai solo sognando, poi al ritorno tutto è più chiaro e vedi le cose come sono, davvero intendo e non come le pensi tu, perchè tutte le cose alla fine non sono o nere o bianche, o come si dice, ma hanno la sfumatura perchè poi vedi le luci blu attaccate fuori le insegne degli ultimi bei negozi rimasti nelle strade, e sulle insegni ci vedi nomi tipo "L'Artevendola" o roba simile, insomma ma che capisci che ti vende arte, quella lì! E l'arte ormai è un concetto dimenticato, perchè ormai arte è anche quello che ti caga nel vaso del balcone, è anche una grattuggia giagante, è un gesto, è un tipo di scopata particolarmente strano, è il suicidio, è dire cose a vanvera solo per il gusto di andare contro una corrente che nemmeno quello si capisce più di tanto: se l'arte è tutto, l'arte non è proprio niente, sorpassiamo la pittura (è giusto), andiamo avanti e alziamo bandiere in nome del progresso (giusto?) e poi prendiamo una cosa bella come la cultura, vasta come l'arte e rendiamola subdola facciamoci credere a questi dementi che l'arte la possono fare tutti, facciamoli ammazzare cercando un'ispirazione che non esiste per creare opere che bene non fanno a nessuno facciamo credere a questi figli senza madre che sono i critici d'arte che sono dei veri intellettuali se giudicano un'opera che non celebra la loro stessa ignoranza nel campo dove si credono specialisti e rendiamoli fieri di sputare sopra quello che è progresso, perchè il progresso sarebbe sputare sopra loro, va bene superare forme d'arte materialmente e concettualmente passate, ma non va bene sacrificarla nel nome della modernità, ci dev'essere un nesso e no, non sono del tutto d'accordo con te, Duchamp -il tuo cesso senza sesso te lo potevi risparmiare, almeno lo potevi usare per pisciare: è un bene che si sia rotto = almeno ad una spicciola considerazione, che ogni tanto servono per scoprire il lato onesto, a riappacificazione apparente con Roma la si ha quando la vedi di sera in un giorno feriale, quando è vissuta da poche anime arroccate in pochi locali, stanchi dal dopo-lavoro; oppure le vedi che tornano a casa, o che si concedono un giorno della settimana, di sera, per essere spensierati che magari sono gli stessi esseri che poi vedi ad affollare le metro il sabato e la domenica, insieme a mogli insoddisfatte e figli rompicazzi, ma chi vogliamo prendere in giro se poi ci parliamo addosso, parliamo sempre delle stesse cose, sempre spallati e sempre contro l'altro, mai con- appena uscito da uno studio televisivo è pure normale che ti metti contro l'uomo, dopo aver visto folle di figuranti pagati per il nulla che se ne vanno via vanitosi e boriosi -signorine un pò puttane, fighetti e figli di papà che se ne vanno mostrando il loro orribile gusto nel vestire tra camice perfette e cinture a quadri di denaro, scarpe laccate e brillanti, per cosa poi? Ed è qui che capisci una volta per sempre che i (pochi, anche qui) che si salvano in televisione sono quelli che non si mostrano, ma quelli che mostrano, gli operatori di macchina, registi, grafici, direttori di fotografia: alcuni molto disponibili, dei veri professionisti ma anche altri, che anche se stai nella stessa stanza ad un passo di distanza e anche se gli rivolgi l'attenzione, loro no, loro continuano imperturbabili a stare davanti ai propri pc, davanti a internet poi mica lavorano, seduti e voltati di spalle cazzo, dimostrando oltre ad una irreprensibile maleducazione anche una sorta di sensazione di superiorità, che non li tocca neanche tanto sono ridicoli...
Segue--> Bronson di Nicolas Winding Refn--> l'ennesima recensione
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